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Versione

Living Room @ RED

appuntamenti performativi per RED Reggio Emilia Danza festival

9/5/2007 - 18/5/2007
Living Room, Palazzo Bussetti - Reggio Emilia

Dal 9 al 12 maggio 2007, Living Room, ideato da Xing nel 2004 - a cura di Silvia Fanti - per gli spazi di Raum - Bologna, si sposta a Reggio Emilia, ospite di RED festival. Living Room è un formato dedicato alla produzione di performer, coreografi, artisti visivi: una serie di eventi performativi pensati e realizzati per offrirsi ad uno sguardo a stretto contatto con il pubblico.
Rappresenta uno spazio anomalo nel panorama italiano, nato per sperimentare forme di presentazione scenica non classiche, alla ricerca di prototipi e tipologie performative immediate e colloquiali. Living Room è una camera di decompressione per artisti affermati; un luogo di verifica per chi ha ricerche in corso sulle diverse forme della rappresentazione, in cui condividere i processi oltre agli esiti estetici.
 
Living Room @ RED presenta:
 
Poster, di Cristian Chironi. Una serie di vestizioni congiunte ad una serie di fotografie di squadre tratte da un album privato, in cui il colloquio performativo si congela, attraverso differenti tableaux vivants, in connubio visivo.
 
NN, di Sonia Brunelli. Uno sguardo verso qualcosa che va contro il susseguirsi ritmico di una logica, nella negazione, nel non, nel niente. NN è anche la sigla di chi è senza nome, senza padre e madre. Una figura isolata si relaziona con una parete. Il sonoro è una registrazione di una sfera che rimbalza nel vuoto controllata da manopole, una partita a video games in cui è riconoscibile la relazione tra l'occhio e la mano sia nella coincidenza ritmica dell'oscillazione del colpo e sia nello sbaglio, nella perdita del colpo in una traiettoria trasversale.
 
Funzione, di MK in collaborazione con il gruppo Sinistri. Due spazi attigui e identici ospitano il set dei musicisti da un lato e l'azione performativa dall'altro. Ad ogni pezzo di Sinistri succede un'attività silenziosa di mk. La partitura coreografica si occupa per prima cosa di considerare sia i musicisti che i danzatori come elementi di un'unica struttura dinamica, dove la qualità corporea di tutti è messa al servizio di un' azione che ha l'impatto di un concerto e lo sviluppo di un fatto scenico.
 
Pasodoble, di Cristina Rizzo. Un'azione in cui Cristina Rizzo, in scena per tre ore, scrive con il corpo, studia con i muscoli. Tutta la performance è un dare al gesto quello che, nell'improvvisazione, inevitabilmente gli manca: la consapevolezza. È una danza anarchica che si fa condurre nelle sfere dell'identità, dove è possibile la ripetizione e quindi l'assunzione di senso.