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F.I.S.Co.09

Tribu

17/4/2009 - 23/4/2009

Dal 17 al 23 aprile 2009 Xing presenta a Bologna la nona edizione di F.I.S.Co. Festival Internazionale sullo Spettacolo Contemporaneo dal titolo Tribu.  F.I.S.Co. 09 ospita non soltanto spettacoli ma esperienze polimorfe e cangianti dalla natura transdisciplinare, spazi fluttuanti in cui confluiscono danza, performance, visioni e osservazione critica. Otto progetti a cavallo tra animalità e umanità, branchi e colonie, barbarie e civiltà, che evocano il passato ma anche un possibile futuro. Ricalcano esperienze utopiche e comunitarie: dal fantasma collettivo al corpo individuale.

‘Le società contemporanee non fanno più perno sull’individuo razionale, padrone di e del mondo, che inscrive i soggetti sociali in progetti a lungo termine, decisi in nome dell’ideologia e della ragione astratta. Poggiano su micro-aggregazioni in cui il si perde nell’altro, si scioglie nelle differenti tribù di cui fa parte, gioca nel presente, hic et nunc, la sua ragione sensibile.’ - sostiene Michel Maffesoli, l’iniziatore della sociologia del quotidiano - ‘I media, le reti, sono già diventati il palcoscenico dove si esibiscono gli elementi arcaici che la modernità ha marginalizzato. Ci sono tribù religiose, musicali, sessuali, sportive, culturali, ecologiche e così via. Sono esse che occupano lo spazio pubblico. Rifiutare questa verità è puerile. È più saggio accompagnare questa mutazione.’

Il titolo di questa edizione del festival non è pensato in chiave difensiva ma come creazione momentanea di micro-comunità segnate da differenze. quelle che Konrad Lorenz chiama ‘compagini gregali’. E’ il risultato di una ricerca curatoriale più vicina semmai a un’osservazione etologica, che antropologica. Si guardano comportamenti, relazioni, ordini (e disordini), e come alcuni impulsi divergenti collidono, o evaporano, per dar luogo a strane invenzioni di mondi-scena, ma anche di mondi-vita: inquietanti o esilaranti, confortevoli o aggressivi. In fondo la questione è come si possano condividere gli spazi nell’accadimento dal vivo. E, parallelamente, qual’è il luogo (temporaneo) del riconoscersi.  A F.I.S.Co. il turista, il frequentatore di bar, il wrestler e l’uomo del paleolitico fanno parte della medesima tribu (senza accento). Un ‘Vivere-Insieme’, che Barthes legge come ritmo individuale nella socialità del branco, come solitudine interrotta in modo regolatoOvviamente queste intuizioni sono da rovesciarsi (o attingono da - perché il processo è di andata e ritorno) nelle opere stesse e nelle pratiche degli artisti invitati. Il programma (spettacoli, performance, installazioni, happening, progetti speciali) ruota attorno a diverse tipologie di ambienti: un teatro-laboratorio (, ovvero il nuovo Teatro San Leonardo) e una sala  teatrale (Teatro delle Celebrazioni), l’anello sotterraneo del palazzetto dello sport (Paladozza), una storica osteria nel centro della città (Osteria del Sole), il Chinese Theatre concepito da Patrick Tuttofuoco per la collezione permanente di MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna, un’aiuola spartitraffico e il web, con progetti quasi tutti unici.

From the 17th to the 23rd april 2009 Xing presents in Bologna the 9th edition of F.I.S.Co. Festival Internazionale sullo Spettacolo Contemporaneo, entitled Tribu. Communities and colonies, barbarism and civility, animality and humanity are the themes of an edition that investigates ‘tribalism’.

‘Contemporary society no longer pivots on the rational individual, owner of himself and the world, recording social subjects in long term projects, making decisions in the name of ideology and abstract reason. Leaning on micro-aggregation, where the self is lost in the other, let loose in the different tribes in which it takes part, playing in the present, hic et nunc, its sensitive reason.’ maintains Michel Maffesoli, the founder of the sociology of the ordinary. ‘The media, the networks, have already become the stage where the archaic elements that modernity has marginalized are exhibited. There are tribes that are religious, musical, sexual, sportive, cultural, ecological and so on. They are the ones that occupy public space. It is puerile to refute this reality. It is wiser to go along with this mutation.’

The title of this edition of F.I.S.Co. is not considered in a defensive key, but as the momentary creation of a micro-comunity marked by differences. Konrad Lorenz observed these social groupings, from anonymous crowds, to flocks and families. The festival is the result of a curatorial research possibly closer to an ethological than to an anthropological observation. Examining behaviors, relations, order (and disorder), and how certain divergent impulses collide or evaporate, giving way to strange world-stage, as well as world-life inventions: unsettling or exhilirating, comfortable or aggressive. Basically, the question is how to share common space within the life event. At F.I.S.Co. the tourist, the bar attender, the wrestler and paeleolithic man all take part in the same tribe. A ‘Living Together’, that Barthes reads as individual rhythm within the sociality of the herd, as solitude regularly interrupted. Obviously these intuitions are apt to be overturned (or drawn from, as the process is a circular one) within the works themselves, as well as in the practices of the invited artists. F.I.S.Co. 09 hosts not only spectacles but polymorphic experiences, changes of a transdisciplinary nature, fluctuating spaces where dance, performance, vision and critical observation flow together. Eight works in progress between animality and humanity, herds and colonies, barbarism and civility, that evoke the past as well as a possibile future.