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Versione

Figura rotta con gambe

 Sonia Brunelli

 
 

In Figura rotta con gambe, azione di Sonia Brunelli l’orizzonte ottico si abbassa al suolo. Il soggetto passeggia all’interno di una realtà isolata scivolando con lo sguardo sulla superficie piana nella quale appoggia e avanza. L’esplorazione ininterrotta della figura è guidata da una visione lineare, distesa e ravvicinata della realtà. Lo spostamento della linea d’orizzonte verso il terreno, converte lo spazio ottico al suolo. La  relazione ravvicinata e frontale abolisce lo spazio prospettico tradizionale, organizzato per piani in successione, eliminando, alla visione, la sensazione di profondità e di lontananza. La figura, in posa sul terreno, si rappresenta di scorcio, in misure proporzionali accorciate, ridotte, diminuite, spezzate, nella lunghezza. La compressione prospettica costruisce posizioni volumetriche improbabili.

Le forme di questa azione teatrale si sviluppano all’interno di uno spazio manuale chiuso fra l’altezza 0 del pavimento e l’altezza variabile dello sguardo. La percezione visiva della figura oscilla sul terreno prescrivendo all’occhio una funzione manuale,  simile al tatto: l’osservazione ravvicinata rivela diverse possibilità di relazione, connessione, legame, contatto, con il punto 0. Questo scambio nei due sensi, il tatto e la vista come il suolo e l’orizzonte, elimina la distinzione tra i piani liberando i confini verso l’infinito. La superficie, il fondo, il basamento di questo luogo,  sono per questa figura un campo di forze  lo spazio in cui tastare, esplorare, spaziare, produrre e verificare diverse possibilità di avanzamento. Le tensioni dinamiche che nascono sono mosse e spinte da una logica intuitiva e funzionale all’ambiente. Il deserto in cui vive la figura fa spazio ad una forza melodica, ad un essenza, ad un movimento, che la in-segue come un ossessivo motivo musicale. Figura rotta con gambe, emerge dal suolo e dal silenzio.