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ROOM 101

 Motus

 
 

Venendo  qui ci si adegua  ad un determinato comportamento, - disse Mink.
Quale? - Quello da camera. Il tratto distintivo di una camera è quello di trovarsi all’interno. Nessuno dovrebbe entrarci se non lo ha capito….entrare in una stanza significa adeguarsi ad un certo tipo di comportamento.”

D.De Lillo “White Noise”

ROOMS nasce come progetto 'aperto', nomade, proteso a superare le consuete modalità della produzione teatrale: ogni fase dello stesso processo di ricerca diviene momento espositivo, oscillando, come solito in Motus, fra teatro ed arti visive. Una sottile linea rossa congiunge ROOMS al progetto Orpheus (una precedente produzione teatrale): la ricerca sugli spazi interni, sui sonori, sui frammenti d’esistenza consumati dentro stanze, camere d’ albergo o motel, Rooms anonime ed inquietanti, spazi intimi, interiori, abitati da gente in viaggio, senza fissa dimora,…" con quell’ odore che i treni ti lasciano sulle mani"......
La prima fase del progetto è stata la costruzione di una stanza d’albergo funzionale ed accessoriata, vera, ma con una parete mancante, da cui osservarne la vita interna. Luogo di transitorie permanenze, abitato da personaggi sempre diversi….. Non  una storia, ma tante, diverse, bizzarre ed impossibili storie…reali, inventate, rubate al cinema od alla letteratura, tutte comunque racchiuse e narrate in una stanza d’ albergo....ambientate , all’ interno, fra i rumori del piano di sopra, il traffico attutito della strada ed i litigi dei vicini. miti eroi, ma l’ imprevedibile delirio dell’uomo qualunque che risiede in ogni attore.
393>>484>>494>>696>>969>>101>>: rooms come set, come sezioni di sceneggiatura, dove cinema e letteratura convergono, collidono e si fondono.

ROOM 101…we'll slide down the surface on things… interazione tra visibile e invisibile, mixaggio tra campo e fuori campo, mentre l'occhio belva della telecamera penetra gli oggetti, i corpi, i volti rivelando dettagli, sfumature delle espressioni per narrare, parallelamente al linguaggio teatrale, le stesse storie.
Allo sguardo del pubblico è lasciato libertà di ricomporre il dettaglio e le panoramiche, i frammenti, le sospensioni che tanto hanno a che fare con il nostro vivere, che acquistano unità solo se connessi alla 'non narratività' della nostra esistenza.

Uno spettacolo ideato e diretto da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò
Con: Vlada Aleksic, Renaud Chauré, Eva Geatti, Dany Greggio, Caterina Silva,  Damir Todorovic
Musiche: Enrico Casagrande
Riprese: Barbara Fantini
Montaggio video: Massimo SalvuccI
Progettazione scenica: Fabio Ferrini
Una produzione Motus, Teatro Raffaello Sanzio/Comune di Urbino - Santarcangelo dei Teatri Festival - Kampnagel, Amburgo - Infinito Ltd. Gallery, Torino - Xing, Bologna
Con il sostegno di ETI, Provincia di Rimini, Regione Emilia Romagna
Si ringrazia Apex Changes, Museo dell'Arredo Contemporaneo