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White Noise

 Motus

 
 

Partire dal bianco e tornare al bianco fulgore del finto silenzio, dello smog, della polvere sollevata, delle nuvole basse, dell’acqua vaporizzata……. Immagini scaturite dal suono, da quel rumore bianco contenuto nell’abitacolo dell’automobile o nella stanza di un motel: ronzio continuo, ostinato…. noise di spazi interni, chiusi, filtrati, noise di impianti di condizionamento che alterano la percezione visiva ed uditiva, impercettibilmente. Paesaggi sonori dunque, montati sul ritmo dei vari rumori da essi prodotto: paesaggi rubati dall’auto in corsa, filtrati dai vetri sporchi della macchina o catturati da una piccola digitale nascosta in mezzo al caos di un mercato o di un casinò…..frastuono e silenzio……città e deserto……ingorghi e quiete apparente nella stanza di un hotel. Siamo stati a Los Angeles a vagabondare fra motel ed alberghi fatiscenti della downtown, a raccogliere immagini e sonori, a collezionare riprese digitali dai contrastanti scenari, città e deserti abbagliati, nel caldo soffocante di agosto, risucchiati dallo smog e dal traffico lento come un pachiderma narcotizzato. Abbiamo trovato similitudini ed imbarazzanti déjàvu con le basse città lineari della Romagna, con gli alberghi della riviera, con i souvenirs di San Marino che parevano essersi moltiplicati all’infinito fra gli specchi dei negozi Messicani…
In White Noise i Motus hanno lavorato sull’ossessività dei paesaggi, sulla familiarità inquietante del già visto e le sue infinitesime variazioni, cercando il Ritmo Sonoro del montaggio video.

Non c’è colonna sonora esterna, ogni frammento di sequenza mantiene il suo suono originario: spesso c’era la radio accesa in auto, ma il più delle volte il sound contiene solo le infinite variazioni del rumore del traffico o del vento sul microfono della telecamera, che, con i cut del montaggio, acquista distorsioni tali da avvicinarsi ad una partitura musicale.

Riprese: Daniela Nicolò
Regia e montaggio audio/visivo: Enrico Casagrande
Cura dei suoni: Massimo Carozzi

Exiting with white and getting back to the white glitter of the sham silence, of the smog, the blown dust, the low clouds, the steamed water…Images springing from the sound, from that white noise contained in the volume of the car or in a motel room: constant, obstinate humming, the noise of inner, closed, filtered spaces, the noise of air-conditioning systems that fuddle the visual and auditory perception, imperceptibly.
They are sound landscapes, edited considering the rhythm of the various noises that they perform: landscapes stolen from the car running, or filtered by the dirty windows of the car, or caught by a small digital video camera.
We have been to Los Angeles wandering about among motels and downtown shattered  hotels, picking up images and sounds, collecting digital takes from the contrasting locations, dazzled cities and deserts, in the stifling August heat, undertowed by smog  and the traffic as slow as a narcotised pachyderm.
We found similarities and an awkward déjà vu with the low linear Romagna towns, with the coastal hotel-line, with San Marino souvenirs that looked like endlessly multiplying in the mirrors of the Mexican shops.

For White Noise Motus
 worked on the obsessing features of the landscapes, on the ominous familiarity of the ready-seen view and its infinitesimal variations, looking for the Sound Rhythm of the video editing.
There is no overdubbing in the video; every fragment of a sequence keeps its original sound: the radio in the car was usually on, but most of the time the soundtrack is being performed by the endless variations of the traffic noise or the wind blowing on the video camera microphone; following the edit cuts, those sound elements gain a new distortion and almost become a musical score.

Shootings: Daniela Nicolò
Direction and sound/image editing: Enrico  Casagrande
Audio-track arrangement: Massimo Carozzi