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Versione

Title

 John Baldessari

 
 


Il cinema di Baldessari interviene sullo spazio dello spettatore, aprendo il campo cinematografico ad altre forme linguistiche e procedure narrative. Tipicamente lo svolgimento del film non avviene in forma lineare, ma attraverso una successione di istanti quasi al limite dell'arresto, alla sospensione, della fotografia. L'estetica cinematografica di Baldessari è senz’altro un prolungamento del suo lavoro concettuale su fotografia e pittura, basate sull'ossessione del non-legame e della frammentazione per sezioni di immagini e quindi di significato. Nel cinema però, sottoposto all’evidenza della dimensione temporale, ogni immagine è elemento allo stesso tempo autonomo e integrato, come sequenze di blocchi di tempo-immagine che rinviano a un film in cantiere. Sta alla spettatore ricostruire e proiettare una struttura, costituire delle sequenze a partire dalle singole inquadrature.  
Title è uno dei suoi progetti più radicali sul tema della sintassi: una giustapposizione di immagini, di un minimalismo estremo, che si susseguono senza gerarchia nè direzione. Baldessari isola e decompone gli elementi di un film classico: prima gli oggetti, i personaggi, gli ambienti esterni, poi le inquadrature che associano due figure e infine un innesco di azione, di un dialogo. Con Title, oggetto metacinematografico in perfetta sintonia con i film di quell’area del cinema sperimentale definita 'strutturale', Baldessari evidenzia i punti precisi di fabbricazione e di manipolazione del senso, gli artifici dello spazio-tempo filmico.

Title  
film (1972)

Baldessari’s cinema works primarily on the spectator’s space and opens up the movie-making field to other language forms, to other story telling procedures. The film’s no longer progresses through a linear form but rather through a succession of a near still, suspended, photographic moments. The cinema of Baldessari is above all an elongation of his conceptual work in photography and painting, based on an obsession with the disconnection and fragmentation of cropped images and their meanings. In his films, however, all evidence of the temporal dimension is put aside, each image is an element at once autonomous and integrated, as a sequence of time-image blocks that return to a film in overall context. It's up to the viewer to reconstruct and project a structure, forming the sequences into a single frame.  
Title is definitely one of his more radical projects on the theme of syntax. A juxtaposition of extremely minimalist images following each other without hierarchy nor direction. Baldessari isolates and breaks up a classic film into its component parts.  First the objects, the characters, the landscapes, then frames associating two shapes and finally the beginning of an action, of a dialogue. With Title, meta-cinematic object perfectly in tune with experimental 'structuralist' films, Baldessari shows the precise making and manipulation of meaning, the tricks of cinematic space-time.

Title  
film (1972)