Riceverai una conferma per email all'indirizzo segnalato.

Nome
Cognome
E-Mail
Versione
 

Ridere/Rire/Laugh/Lachen

 Antonia Baehr

 
 

prima italiana

Mi piace ridere, lo faccio spesso. Mi si vede spesso ridere.

Antonia Baehr stava seduta alla finestra nel suo appartamento berlinese, piccolo ma elegante, assorta in un dialogo esistenzale con se stessa, o per dirla con più esattezza, con uno dei suoi io. Passandosi la mano tra i capelli castani dal taglio maschile un po' stempiato, si chiedeva: se mi vedessi tra un gruppo di altri personaggi eleganti, come mi descriverei? Quella con i capelli castani? Quella ben vestita? Quella con i baffi che fuma la pipa? No si disse, soffiando una boccata di fumo verso il soffitto. No. Mi descriverei come quella che ride, quella che si vede spesso ridere.

Ridere è uno spettacolo sul riso e sulla risata. Sulla scena Antonia Baehr esplora questa espressione come un'entità superiore, separata dal retaggio causa-effetto: le barzellette, il solletico, i racconti, l'allegria, osservando la cosa in se stessa. Il suono e la forma, la musica, la coreografia e l'aspetto drammatico, il ritmo e il gesto della risata. La contagiosità può essere un effetto collaterale a volte inevitabile, in grado di invertire il principio di impermeabilità tra scena e pubblico della 'quarta parete'.

Ridere  
ideazione, interpretazione, composizione e coregrafia  Antonia Baehr
collaborazione artistica e coreografia  Valérie Castan
dramaturgia  Lindy Annis
suono e composizione Manuel Coursin
regia del suono  Samuel Pajand
disegno luci Sylvie Garot
regia luci  Raphaël Vincent
organizzazione  Ulrike Melzwig
tratto dalle partiture di Lindy Annis, Bettina von Arnim, Antonia Baehr, Ulrich BaehrFrieder Butzmann, Valérie Castan, Manuel Coursin, Nathan Fuhr, Frédéric Gies, Christian Kesten, Heather Kravas, Antonija Livingstone, Andrea Neumann, Stefan Pente, Isabell Spengler, Steffi Weismann, William Wheeler, Henry Wilt, l'atelier de rire d'Aubervilliers
produzione  make up productions
co-produzione  Les Laboratoires d'Aubervilliers, Les Subsistances Lyon
col sostegno del Servizio Cultura di Berlin

Ascolta il disco / Listen to the LP 

italian première
 

I like to laugh. I laugh often. I am often seen laughing.

Antonia Baehr was sitting at the window of her small but stylish apartment in Berlin having an existential conversation with herself, or to put it more exactly, one of her many selves. Running a hand through her sharply cropped brown hair, she asked herself; if I were to see me amongst a group of other dapper characters, how would I describe myself? The one with the brown hair? The one who dresses well? The one with a moustache smoking a pipe? No, she said to herself, letting some smoke glide from her lips towards the ceiling, no. I would describe myself as the one who laughs. The one who likes to laugh, the one who is often seen laughing.

Laugh/Ridere is a piece about laughing as laughing, For the length of the piece Baehr explores this expression as a sovereign entity, in separation from causal baggage; jokes, tickles, narrative, humor, joy, looking at the thing itself: the sound and shape, the music, choreography and drama, the rhythm and the gesture of laughter. Contamination is an unavoidable by-product sometimes contagiously trading sides of the ‘fourth wall’.

Ridere/Laugh 
concept, interpretation, composition and choregraphy  Antonia Baehr
artistic collaboration and choregraphy  Valérie Castan
dramaturgy  Lindy Annis
sound composition  Manuel Coursin
sound diffusion  Samuel Pajand
light design  Sylvie Garot
light diffusion  Raphaël Vincent
administration  Ulrike Melzwig
laugh scores by  Lindy Annis, Bettina von Arnim, Antonia Baehr, Ulrich BaehrFrieder Butzmann, Valérie Castan, Manuel Coursin, Nathan Fuhr, Frédéric Gies, Christian Kesten, Heather Kravas, Antonija Livingstone, Andrea Neumann, Stefan Pente, Isabell Spengler, Steffi Weismann, William Wheeler, Henry Wilt, l'atelier de rire d'Aubervilliers
production  make up productions
co-production  Les Laboratoires d'Aubervilliers, Les Subsistances Lyon
with the support of Cultural Service Berlin