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The White Screen is a Red Cape

 Hartmut Geerken

 
 

The White Screen is a Red Cape è un film in progress avviato a metà degli anni ’70 che ha raggiunto la durata di ventisei ore. Il film, nato nell’epoca dell’invasione sovietica in Afghanistan, è un assemblaggio di immagini in 16mm e in video, provenienti da fonti disparate in parte raccolte e in parte girate dallo stesso Geerken. Un 'fast footage film', disseminato di rarità sonore e momenti visivi di pura estasi. La versione del film presentata a Live Arts Week, si dispiega lungo l'arco di otto ore, segmentata in tre sale contigue e accompagnata da una serie di intarsi sonori performati dal vivo da Hartmut Geerken e da inserti audio estratti dalla sua vastissima collezione di nastri. Un invito ad immergersi in un mondo traslucido, un vasto archivio storico vivido e stralunato.

The White Screen is a Red Cape is a film in progress started in the mid-70s that is now twenty-six hours in length. The film, begun at the time of the Soviet invasion of Afghanistan, is an assemblage of images on 16mm and video from disparate sources, partly collected and partly filmed by Geerken himself. A 'fast footage film', scattered with rare audio and visual moments of pure ecstasy. The version of the film presented to Live Arts Week unfolds over the course of eight hours, segmented into three adjoining rooms, and accompanied by live sound performed by Hartmut Geerken mixed with audio inserts and excerpts from his vast collection of tapes. An invitation to immerse oneself in a translucent world, a vast, vivid and wild historical archive.