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rashad becker plays traditional music of notional species

 Rashad Becker

 
 

rashad becker plays traditional music of notional species, il titolo del solo di Rashad Becker in cui evita le maiuscole per stare nell'ombra, è l'applicazione esecutiva dell'acclamato album Traditional Music of Notional Species, uscito come suo esordio nel 2013 per la PAN. Rashad Becker è un nome fino ad oggi conosciuto solo all'interno di una vasta ma specialistica nicchia di ascoltatori, comparendo nei credits produttivi di innumerevoli pubblicazioni audio, dischi e cd. Non altrettanto si può dire della sua musica. Lavora quotidianamente come ingegnere del suono negli studi berlinesi della Dubplates and Mastering, dove instaura un dialogo creativo con gli autori prodotti, finalizzato a tradurre i loro intenti compositivi nel mastering finale. Ciò che sorprende in questa sua uscita in veste di musicista - attività che ha comunque sempre svolto irregolarmente in parallelo al lavoro di ingegnere del suono - è l'estrema precisione con cui produce sequenze di toni discreti e frizzanti, con un tocco di improvvisazione che può ricordare vagamente i primi lavori sperimentali della Mego, tra Pita e Florian Hecker. La maggior parte delle frequenze utilizzate in quest'ultimo lavoro si sviluppano all'interno dello spettro della voce umana e suonano come un lungo flusso di coscienza, un fraseggio costituito da brevi sillabe, interiezioni elettroniche, mormorii, battibecchi sonori. Come in una lenta e imponente marea, la sua musica sembra accogliere dolcemente le scorie e i frammenti variegatissimi di un'intera civiltà appena riemersa dalle acque dopo uno tsunami.

rashad becker plays traditional music of notional species is the clearest title Rashad Becker could chose for his live performance at Live Arts Week: no capital letters for a stream of sound played from the backstage. Rashad's solo output is exemplified in his exceptional and widely acclaimed debut album Traditional Music of Notional Species (PAN Records, 2013). Becker’s name will be known to a lot of people – indeed it appears on many, many records – but his music won’t be. His day job is as the mastering and cutting engineer in Berlin’s world-famous Dubplates and Mastering, where his role involves entering into a creative dialogue with the music of others, helping them to achieve what they set out to with their compositions in the final product. Before, he was originally a musician in his own right, and he continues with this as an irregular sideline, making and manipulating loops and electronic sounds. His live performances are extremely precise in producing sequences of very crisp and discrete tones, sparse and improvisational, but unexpectedly it all sounds conversational. Most of the frequencies used in this new work are within the range of the human voice.  It could sound like a long stream-of-consciousness sentence made up short syllables, electronic oohs and wahs, sections of muttering, and occasionally bickering. Whatever he does, it seems Becker has the knack of giving sound its voice.