Xing presenta FESTA, un nuovo progetto che si svolgerà nel 2026 e 2027 tra Bologna e altri siti della penisola.
FESTA si articola in commissioni affidate a personalità artistiche per ideare e realizzare ciascuna una tipologia di evento ‘festivo’, un prototipo inteso come momento di sospensione dell’ordinarietà, nei tempi e nei modi.
Partiamo da una domanda: esiste all’interno della nostra contemporaneità, un uso o per lo meno un’idea della ‘festa’? La risposta non può che avviare un lavoro di ricerca.
Affrontare un tema tanto vasto e stratificato quanto frainteso, abusato e disatteso è forse un azzardo. Dalla feria come pausa dal lavoro alla più banale interpretazione del party; dal pic-nic alla più ambiziosa dimensione adottata dai regimi per celebrarsi o celebrare i propri miti fondativi; dalla parata/parade alle marce di contestazione nella loro codificazione spontanea; dalle feste popolari e devozionali ai rave (ormai divenuti illegali, almeno in Italia); dalla sagra al potlach; dai fuochi epifanici invernali fino alla dimensione più intima delle ricorrenze private o familiari (battesimi, compleanni, matrimoni e funerali), ciò che vorremmo prendere a prestito è solo la convocazione per un (nuovo) appuntamento propiziatorio e non celebrativo, incluso il suo aspetto di ‘spreco’. .
FESTA 2026-27 non presenta occasioni di svago, ma opere performative pensate per luoghi non connotati funzionalmente che accompagnino uno stare sospesi: tra parentesi e fuori dal cicli operativi e funzionali dell’ordinario. Un cambio (temporaneo) di regime. Una serie di situazioni che si richiamano l’un l’altra, scandite lungo l’arco di un calendario da immaginare.