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Senz’Arte

una FESTA (convegno di gente che non ha più bisogno dell’Arte) di Claudia Castellucci

11/12/2026 - 11/12/2026
FESTA, Centro Comandini - Cesena

Venerdi 11 dicembre 2026 alle ore 21, sino a notte fonda, a Cesena al Centro Comandini, Xing presenta Senz’Arte, una nuova produzione commissionata a Claudia Castellucci, drammaturga, coreografa e didatta, co-fondatrice della Societas Raffaello Sanzio.

Senz’Arte (convegno di gente che non ha più bisogno dell’Arte) è il terzo appuntamento del calendario di FESTA che si svolge nel 2026 e 2027 tra Bologna, Torino, Cesena, Riola, Firenze e Milano.
FESTA si articola in commissioni affidate a personalità artistiche per ideare e realizzare una tipologia di evento ‘festivo’, un prototipo inteso come momento di sospensione dell’ordinarietà, nei tempi e nei modi.

Senz’Arte utilizza la formula del convegno nel suo significato di convenire, andare verso uno stesso luogo: una forma diversa di raggrupparsi, stare e incontrarsi. Non dimenticando il retroscena mitologico delle Feste Plebee che al Teatro Comandini di Cesena hanno avuto luogo lo scorso millennio, connettendosi alla ricerca sulle feste prodotta da Xing, per questa commissione Senz’Arte si colloca come episodio esemplare di CONTADO (raduni ed esercizi a cadenza periodica in una città di provincia) e manifesta un segmento condiviso di teoria in cui la ricorrenza e l’abitudine sono parti fondamentali.
“Senz’Arte rappresenta la fase acuta e ideologicamente dispiegata di questa teoria di riunioni periodiche che indicano come esito plausibile il fatto che si possa vivere senza arte, se questo vuol dire rimettere profondamente in discussione il suo habitat e la società che si va a toccare.” (Claudia Castellucci)
Con Senz’Arte, Castellucci mette in pratica un’arte dell’uso rivolta a molti, ovvero un fare che è politica sociale delle forme. Tra le diverse forme di questo raduno, il luogo verrà plasmato in Dicotomie e Duelli: Incubo ed Excubo; il carattere del sonno e il carattere della veglia; i pochi e i molti; l’impegno e il disinteresse totale; e sarà attraversato da altre invenzioni e dissipazioni.

Il comitato che sta preparando la festa di Cesena è composto da Claudia Castellucci con Sissj Bassani e Pier Paolo Zimmermann. “Gli spazi sono il prodotto di una torsione del tempo: periodi, rime e ricorrenze osservati da un insieme di persone costituiscono di fatto uno spazio che è abitabile anche senza avere un luogo; condizione -questa- che non può durare a lungo, ma che ha già in sé la tensione di una situazione. Le cose che si fanno danno significato al tempo: geologico, storico, musicale. Oltre la parentesi della danza, arte eletta quale traghetto nella dimensione temporale, ho creato in passato alcune scuole fraterne, incontri sistematici tra amici che studiavano e creavano forme a partire dalle loro stesse riunioni. Perciò sarebbe più appropriato dire: creavamo società formali, strutture sociali ed estetiche insieme. Si può dire che tutta l’arte che ho fatto è stata sempre bisognosa di altri, pochi altri, e l’ultimo esperimento l’ho fatto assieme a un comitato promotore, chiamato Contado, dando vita a riunioni mensili costruite attorno a un bar del tipo dei Blind Pigs nord-americani degli anni ’50, sorti per aggirare il proibizionismo della vendita dell’alcool”. (C. C.)

Claudia Castellucci, drammaturga, coreografa e didatta, nel 1981 fonda con il fratello Romeo, Chiara Guidi e altri la Societas Raffaello Sanzio, compagnia teatrale che si afferma nel mondo per un'idea di teatro prevalentemente basata sulla potenza visiva, plastica e sonora. Quando, nel 2006, la Compagnia vede gli artisti che la compongono intraprendere ricerche distinte, Claudia Castellucci, formatasi nelle arti visive, prosegue la sua relazione con l’arte plastica nella produzione di opere legate a una pratica filosofica basata sul ritmo, che la spinge anche a fondare diverse scuole d’impronta antica, riferite cioè al piacere della conoscenza e non alla formazione: Scuola teatrica della discesa (1989-93), Stoa (2003-07), Mòra (2015-19) e Scuola Cònia (2014-2025). Nel 2011 conduce l’École du rythme a Bordeaux, in occasione della Biennale di Arte Urbana. Dal 2014 dirige in tutto il mondo, dopo l’avvio ad Atene, le Esercitazioni di Movimento Ritmico. Tra i suoi testi: Uovo di bocca (Bollati Boringhieri 2000), Setta. Scuola di tecnica drammatica (Quodlibet 2015), e Bollettini della Danza (Edizioni Sete 2019). Nel 2020 riceve il Leone d’Argento dalla Biennale Danza di Venezia.
www.societas.es

Il progetto FESTA prende spunto da una mostra di eventi immaginata (e mai realizzata) dal critico d'arte Alberto Boatto nel 1976 per la GAM Galleria d’Arte Moderna di Bologna. Boatto indicava all’arte la possibilità di abitare un territorio sottratto a ogni utilità sociale immediata, dove poter coltivare una testimonianza individuale irriducibile e poeticamente fertile.

Partiamo da una domanda: esiste all’interno della nostra contemporaneità, un uso o per lo meno un’idea della ‘festa’? La risposta non può che avviare un lavoro di ricerca.

Affrontare un tema tanto vasto e stratificato quanto frainteso, abusato e disatteso è forse un azzardo. Dalla feria come pausa dal lavoro alla più banale interpretazione del party; dal pic-nic alla più ambiziosa dimensione adottata dai regimi per celebrarsi o celebrare i propri miti fondativi; dalla parata/parade alle marce di contestazione nella loro codificazione spontanea; dalle feste popolari e devozionali ai rave (ormai divenuti illegali, almeno in Italia); dalla sagra al potlach; dai fuochi epifanici invernali fino alla dimensione più intima delle ricorrenze private o familiari (battesimi, compleanni, matrimoni e funerali), ciò che vorremmo prendere a prestito è solo la convocazione per un (nuovo) appuntamento propiziatorio e non celebrativo, incluso il suo aspetto di ‘spreco’. L’orizzonte del possibile è aperto, mentre gli artisti interpellati per FESTA stanno già preparando nuove scadenze insolite: da un Addio alle Carni, a un convegno di gente che non ha più bisogno dell’Arte; da una camera ardente per Internet ad una Festa del tintinnio errante..

FESTA 2026-27 non presenta occasioni di svago, ma opere performative pensate per luoghi non connotati funzionalmente che accompagnino uno stare sospesi: tra parentesi e fuori dal cicli operativi e funzionali dell’ordinario. Un cambio (temporaneo) di regime. Una serie di situazioni che si richiamano l’un l’altra, scandite lungo l’arco di un calendario da immaginare.

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Centro Comandini
Corte del Volontariato 22 – Cesena

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Ingresso gratuito

Alloggio per la notte
FESTA mette a disposizione una sistemazione per la notte a Cesena, a prezzo modico (Euro 15 a persona). Per info e prenotazioni: info@societas.es